To all the girls with their heads in the clouds

Chiara Guagliumi

Marzo è iniziato, in tanti hanno dato il via alle fughe al mare per un caffè, solo per il gusto di sentire l’odore dell’estate ancora lontana, così, come se nulla fosse. Le giornate si sono allungate, il cielo è terso ma l’aria per lo più ancora fredda, sembra che la primavera tentenni a mostrarsi in questo clima di incertezza in cui ci troviamo. Oggi, 8 marzo, Festa delle Donne, in quello che guardando fuori dalla finestra sembrerebbe un giorno qualsiasi, è stato firmato un nuovo Decreto Coronavirus dal Governo: “Lombardia e 14 province chiuse”. Anche la nostra Accademia è chiusa, d’accordo con le direttive governamentali, a fine precauzionale, ma io ho questa intervista da fare, un’intervista ad una donna che vive proprio in Lombardia, a Bergamo per la precisione. Mi sono documentata su di lei, ho fatto tutte le ricerche possibili ma mi è bastato uno sguardo al suo profilo IG per empatizzare con il suo essere donna, come me, come noi, come voi e per sentirmi un pò meno “chiusa”, in questo clima di emergenza e panico generale, in questa strana Festa delle Donne. Siamo Donne, Siamo Uomini, siamo umani e siamo INSIEME. STAY POSITIVE.

Conosco Chiara virtualmente, via whatsapp prima e via email poi. “Overthinker since’94” dice di sé sul suo profilo IG. Classe 1994, Chiara è attualmente Social Media Manager per il noto magazine iO Donna, è minuta ma ha due occhioni castani che nasconde spesso dietro un paio di occhiali da sole neri di Céline, insieme a un velo di lentiggini e una sfilza di orecchini che le incorniciano entrambe le orecchie.


Ciao Chiara! Mi sarebbe piaciuto conoscerti di persona, ma la situazione non lo permette. Allora: sei giovanissima! Raccontaci un pò di te!

Ciao Noemi, anche per me sarebbe stato un piacere conoscerti di persona, ma il momento purtroppo è quello che è.
Sono Chiara, ho 26 anni e sono bergamasca. Adoro leggere, principalmente romanzi e poesia, viaggiare e passare più tempo possibile con la mia barboncina, che si chiama Carlotta ed è la mia ombra. Dopo il liceo mi sono trasferita a Milano per studiare Fashion Styling e, dopo aver vinto una borsa di studio, a Firenze, per un Master in Fashion Promotion, Communication and New Media. Entrambe le esperienze sono state molto formative, ma l’anno a Firenze in particolare mi ha aiutata a crescere tantissimo e a respirare un’aria completamente nuova. Le ispirazioni erano ovunque e le mie compagne di corso tutte straniere, cosa che mi ha permesso di venire a contatto con culture molto diverse dalla mia e di avere amiche in ogni parte del mondo, tra cui anche la Cina e la Repubblica Dominicana. 

Attualmente sei Social Media Manager per il magazine iO Donna. In cosa consiste esattamente il tuo lavoro e come ci sei arrivata?

I social media, in particolar modo Instagram, sono diventati assolutamente fondamentali nella comunicazione contemporanea. Quello che facciamo sul profilo di iO Donna è cercare di passare dei messaggi femminili e positivi molto forti, in cui crediamo molto. E anche una buona dose di ironia non guasta mai. Quello che faccio io nello specifico è cercare, decidere e creare i contenuti. Partendo quindi dalle news calde del mattino per arrivare a quelle fredde (ovvero contenuti non legati all’attualità), che programmiamo di settimana in settimana. Il nostro account si occupa infatti anche di moda, viaggi, beauty e cinema. Siamo un team molto piccolo ma lavoriamo sodo e crediamo fortemente nel progetto, che è uno dei requisiti fondamentali per riuscire a portare a casa un lavoro soddisfacente. 
Sono arrivata da iO Donna un anno e mezzo fa e per un po’ di mesi ho fatto l’assistente stylist, per capire poi che non era quello che avrei voluto fare per tutta la vita. Nello stesso momento si è liberato un posto appunto nella zona web e mi sono quindi spostata. Diciamo che ero nel posto giusto al momento giusto. 

Te lo diranno in tanti, che figata! Oppure no..?

Sì, capita spesso. Capita anche spesso però che le persone lo vedano come un lavoro superficiale e poco faticoso, quando è tutt’altro. 

Quali sono le skills che ogni ragazzo/a che ambisce a fare il tuo lavoro dovrebbe avere? 

Penso che le skills più importanti siano in assoluto la creatività, l’umiltà e la disponibilità. Le ora di lavoro sono tante, non ci sono orari d’ufficio e bisogna essere connessi 24 ore su 24. 

Qual è il tuo concetto di “moda”?

Io ho sempre vissuto la moda come un concetto molto personale. È sempre stato un mezzo con cui sentirmi sicura e attraverso cui esprimere la mia personalità. La moda dovrebbe sempre essere qualcosa che ti fa sentire bene, non qualcosa che ti spinge a sentirti inadatto. 

Tu hai a che fare di continuo con i social media e la “vita patinata”. Stiamo tutti un pò perdendo di vista chi siamo davvero e cosa conta nella vita tra un like e l’altro?

Sicuramente l’entrata dei social media nelle nostre vite è stata abbastanza traumatica. Con la quantità di immagini che vediamo ogni giorno, ci sentiamo quasi sempre in difetto e ci mettiamo a paragone con gli altri. Penso anche però che nell’ultimo anno i social media, Instagram in particolar modo, siano cambiati parecchio. Le persone postano momenti e fotografie più reali e non sono più spaventate all’idea di mostrare i propri difetti. 

Sei una donna, giovanissima, indipendente. Cosa comporta questo? Per gli altri siamo “troppo sensibili, troppo emotive, il sesso debole, un passo indietro all’uomo, scomode sul lavoro dai 25 anni in su, forse anche prima, perché sicuramente intenzionate a metter su famiglia e figli”. Per noi stesse “mai abbastanza, troppe imperfezioni da correggere, tante aspettative da soddisfare”. Ma, insomma, come si fa?

Questa è una domanda molto complicata. Da una parte mi sento molto fortunata, ho un fidanzato e tante persone che mi sostengono e che mi spingono sempre a dare il massimo. Non ti nascondo però che, a volte, questa vita diventa frustrante. Ci sono dei momenti in cui vorrei tanto fare qualcosa di diverso dal lavoro, ma o non ho tempo o sono troppo stanca. Qualche volta mi manca semplicemente la motivazione. Diciamo che è un equilibrio abbastanza precario. 
L’età in cui le donne hanno dei figli si è molto alzata rispetto al passato, non perché non li desideriamo più, ma perché la poca sicurezza del lavoro e il lato economico non ce lo permettono. A me personalmente è capitato addirittura che in un colloquio, ovviamente non in quello del posto in cui lavoro ora, mi chiedessero della mia vita privata e sentimentale e ti posso assicurare che è parecchio umiliante. 
Non so quindi darti una risposta definitiva o soddisfacente, ma credo che il tutto risieda, almeno per quanto riguarda noi stesse, nel trovare un equilibrio tra il dare sempre il massimo e il non essere troppo severe. Concedersi degli sbagli e rialzarsi più forti di prima. 

Domanda inevitabile Chiara: mentre parliamo, in Italia e nel mondo dilagano il panico e l’emergenza sanitaria. Tu sei di Bergamo, ti trovi quindi in Lombardia, una delle zone chiuse oggi dal decreto del governo. Sulla scia di quello che dicevamo, anche e soprattutto in queste situazioni di emergenza, dovremmo essere gli uni di supporto agli altri, a prescindere da chi e dove siamo. Eppure spesso, sui social media, tendiamo ad attaccarci a vicenda, perdendo forse di vista l’importanza di restare uniti, come umani, come umanità. Credi che i social potrebbero essere usati in maniera più consapevole, per aiutarci e supportarci l’un l’altro, per diffondere calma e razionalità, anziché risentimento e panico?

Assolutamente sì, sono fortemente convinta che ci sia un utilizzo dei social molto più sensibile e intelligente di quello che se ne fa in questo momento, la vera difficoltà è arrivarci. Sui social purtroppo ognuno si sente in diritto di esprimere la propria opinione, senza mai fermarsi a pensare che la persona che c’è dall’altra parte ha dei sentimenti reali, che potrebbero essere feriti da determinati modi di esprimersi. Sarebbe bello che tutti potessimo relazionarci agli altri in un modo più educato e gentile e sarebbe sicuramente un arricchimento. Ma per ora è un’utopia. 
Per quanto riguarda il momento delicatissimo in cui si trova il nostro Paese, noi, con l’account di iO Donna cerchiamo di aiutare i nostri followers e di restare uniti come possiamo. Chiediamo a chi ci segue di mandarci delle idee creative su come passare il tempo in casa, delle liste di film, libri o podcast. Teniamo sempre aggiornati i dati sul Coronavirus e condividiamo leggi e normative dagli account ufficiali. Abbiamo inoltre fatto una raccolta di tutte le donazioni per i vari ospedali italiani, in modo che i nostri followers possano scegliere velocemente a quale aderire, sempre se ovviamente sono interessati a farlo. 
Ragazzi è fondamentale restare nelle proprie abitazioni, è l’unica cosa che può diminuire la velocità e il numero di contagi del virus. Gli ospedali qui da noi sono al collasso e i medici, gli infermieri e il personale sanitario lavorano giorno e notte. Parola di figlia di medico preoccupatissima. 

E’ arrivato il momento di salutarci, ma speriamo di poterti conoscere di persona molto presto, nella tua bellissima Lombardia o nella nostra meravigliosa Puglia! Chiudiamo così: cosa consiglieresti alla te stessa di qualche vita fa e alle ragazze che cercano ancora il loro posto nel mondo?

Alla me di qualche anno consiglierei di credere di più in se stessa e di dare meno peso alle opinioni altrui (anche se mi viene ancora difficile metterlo in pratica). Alle ragazze che ancora cercano il loro posto nel mondo mi sento di dire che va bene così. Cambiate un milione di strade, perdetevi, datevi la possibilità di sbagliare e di sentirvi confuse. Un giorno arriverà la strada perfetta per voi. E se non arriverà ve la creerete da sole. Occhi aperti e tanta tanta curiosità. 

Un abbraccio (a 1 metro di distanza)
Chiara 

Poco dopo la nostra intervista, la situazione sanitaria ha raggiunto livelli di maggior emergenza. Chiara vive a Bergamo, una delle città maggiormente colpite in Italia. Il suo papà è uno di quei tanti medici che, insieme a tantissimo altro personale negli ospedali, in questi giorni lavorano senza sosta per cercare di salvare tutti noi.

A nome dell’Istituto, di tutti noi studenti e sicuramente dell’Italia intera, ci teniamo a ringraziare il papà di Chiara e tutti i medici, gli infermieri, i biologi, tutto il personale medico e non, che in questo momento difficile, svolgono un lavoro indispensabile per tutti, seppur nella paura e le difficoltà che ciò comporta, per loro stessi in primis ma anche per le loro famiglie.
Siamo tutti con voi.

#COURAGEABOVEFEAR

#IORESTOACASA

di NOEMI DI PIERRO

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