Donna, mamma, artista

 28 anni di fashion buying per Candido 1859

Quando andiamo a fare shopping non sempre pensiamo che il capo che stiamo acquistando, accessorio o vestito che sia, rappresenta in realtà il frutto di una serie di scelte attente e ben precise. Le scelte sono quelle del Fashion Buyer, professionista del settore moda che ha selezionato tra un’infinità di alternative tutto ciò che troviamo intorno a noi quando entriamo in un negozio. Per capire bene come funziona questo lavoro ho avuto l’opportunità di intervistare Adriana Negro, professionista buyer che lavora nello storico negozio di Maglie “Candido 1859”, da ben 160 anni fiore all’occhiello dei fashion store del Salento e dell’intera Puglia.

In questi giorni di quarantena forzata, che tutti gli italiani stanno vivendo con angoscia e apprensione, è un sollievo potermi confrontare, seppur virtualmente, con una professionista del settore moda. Il mio desiderio di imparare e carpire quanti più segreti possibile di questo meraviglioso settore mi permette, anche se solo per un pomeriggio, di estraniarmi dalla terribile emergenza sanitaria che stiamo vivendo, per entrare in un mondo affascinante: quello del Fashion Buying.

Date le direttive del governo non ci si può incontrare di persona, perciò l’unica alternativa per fare quest’intervista è Whatsapp. Adriana mi racconta di sé e delle sue esperienze attraverso dei video e ciò che mi colpisce non è solo la sua professionalità e competenza, ma soprattutto la passione per il suo lavoro, che traspare chiaramente dai suoi occhi e dalle sue parole. È proprio la passione, mi dice, che ti fa andare avanti nel lavoro e nella vita.

Ciao Adriana, grazie innanzitutto per averci concesso del tempo per questa intervista. Noi dell’Istituto di Moda Burgo siamo molto curiosi riguardo il tuo lavoro e siamo felici di avere un contatto diretto con te, che sei in questo settore da così tanto tempo. So che hai iniziato a lavorare da Candido fin da giovanissima, raccontaci!

Ciao, sono Adriana, lavoro da Candido da 28 anni ormai e faccio la buyer. Ho iniziato facendo la commessa all’età di 16 anni e devo dire che questo mi ha dato tanta esperienza. Il contatto con il cliente è stato infatti fondamentale per capire poi le sue esigenze.

Il Fashion Buyer è una figura strategica all’interno di un’azienda del settore moda. In che cosa consiste esattamente il tuo lavoro?

Noi fashion buyer siamo un tramite tra lo stilista, che fa il suo lavoro a volte anche visionario, e il cliente finale. Nelle scelte dell’abbigliamento cerchiamo di rispettare le esigenze del cliente e facciamo molta ricerca per selezionare prodotti nuovi che possano emozionare la clientela. In un momento in cui tutti hanno tutto, l’unico modo per distinguersi è scegliere un prodotto innovativo, che porti un valore aggiunto al negozio.

Nel corso del tempo il concetto di moda come viene intesa oggi è fortemente cambiato. Sei riuscita a svolgere un lavoro che anni fa nemmeno esisteva e hai saputo adattare la tua figura professionale ai cambiamenti inevitabili dettati dal mondo di internet e dei social media. Com’è cambiato il tuo lavoro nel corso del tempo?

Sicuramente nel corso degli anni il modo di comprare è cambiato moltissimo, rispetto a come si comprava 5 o 10 anni fa. Inizialmente andavo in giro accompagnata dai miei titolari, che per me sono sempre stati dei grandi maestri, a vedere diversi campionari nelle aziende, negli showroom, toccando e provando tutto ciò che ci veniva presentato. Oggi una parte di questo lavoro è cambiato perché si compra anche online. Ci sono aziende che  hanno trasferito online tutto quello che era il campionario fisico. Questo, secondo me, è un po’ più complicato perché online si possono vedere solo determinati modelli e colori, ma alla fine con un pò di esperienza ci si riesce. Sicuramente non è così emozionante come può essere vedere il capo fisico.

Quest’anno il negozio ha festeggiato un compleanno molto speciale: ben 160 anni di attività! Essere la buyer di un brand storico di successo che vanta così tanti anni di attività è un grande privilegio, ma comporta anche grandi responsabilità. Quanto ha influito tutto questo sul tuo modo di approcciarti al ruolo che ricopri? Io avrei il terrore di sbagliare!

Sì, quest’anno Candido ha fatto 160 anni di attività. Sicuramente è una grossa responsabilità comprare per un negozio che ha una superficie di 2000 mq. Noi compriamo abiti che vestono i clienti dai 0 ai 100 anni di età e quindi bisogna avere una visione veramente molto ampia. Detto questo, per quanto mi riguarda ho avuto degli insegnamenti, prima dalla signora Adriana Candido e poi dalla signora Annachiara Lini, che mi hanno dato la possibilità di crescere. Ho avuto anche l’opportunità di fare dei mini corsi, ad esempio di visual merchandising. È un lavoro che ho sempre fatto con molta passione e bisogna spesso mettere del proprio, prendere delle decisioni non sempre commerciali per quanto riguarda l’abbigliamento, ma che abbiano una visione “un pò più avanti”. Queste decisioni ti mettono sicuramente in difficoltà, per via degli investimenti molto grossi in gioco, ma i miei titolari mi hanno sempre lasciato “carta bianca”, dandomi la possibilità di mettere del mio nel lavoro che faccio. A volte non tutto viene in maniera perfetta, a volte si sbaglia… però anche questo mi ha dato la possibilità di fare esperienza.

In questo mestiere conoscere il mondo della moda e le tendenze è sicuramente una condizione necessaria, ma entra in gioco anche la necessità di avere delle solide competenze rispetto al marketing della moda, l’andamento del mercato, la domanda da parte del pubblico, il target a cui ci si rivolge, ma anche la conoscenza dei tessuti, il fiuto per la qualità e lo stile, insomma non è mica un gioco da ragazzi. Rispetto a tutte le conoscenze necessarie per svolgere questo lavoro, quanto conta invece l’istinto?

Sì, le competenze sono fondamentali, bisogna avere conoscenza dei tessuti, delle modellistiche e del cliente finale. Bisogna conoscere a chi è destinato il prodotto. Noi veniamo dalla realtà del Salento, dove è tutto un po’ più “in ritardo”, quindi cerchiamo di portare, servendoci dell’istinto ed anche di un pò di follia, un prodotto nuovo che permette di distinguersi dal resto dei negozi. Negli anni devo dire che questo pizzico di follia ha sicuramente dato i suoi frutti e ci ha permesso di  portare in un piccolo paese di provincia come Maglie un prodotto innovativo.

Il tuo lavoro richiede di viaggiare spesso. Tra sfilate, fiere, showroom, bisogna essere sempre pronti ad avere la valigia in mano. Ti è mai pesato questo aspetto del tuo lavoro? E in tutti questi viaggi, ci sono un’esperienza in particolare che ricordi con piacere e una di cui hai un bruttissimo ricordo? Agli inizi sarà stato un pò difficoltoso immagino.

La valigia sul letto…quella sempre! Se mi pesa…no, non mi pesa perché io il mio lavoro lo faccio con passione e ogni volta è un’esperienza nuova, ogni volta impari qualcosa, ogni volta porti a casa qualcosa, quindi assolutamente non mi pesa. Andare lì dove la moda si respira, Milano, Parigi.. assolutamente non può essere un peso. Ricordi brutti sinceramente non ne ho, ho solo ricordi belli, a volte divertenti, però brutti assolutamente no.

Candido ha moltissimi capi che riflettono il feed di IG del momento ma, allo stesso tempo, ha molti capi originali che si vedono molto meno in giro e trasmettono una forte personalità, un pò London calling! Da dove vengono?

La parola chiave in questo momento è emozionare il cliente. Negli ultimi anni “Candido 1859” è riuscito a sviluppare una propria identità e di questo sinceramente andiamo molto orgogliosi, perché proponiamo un prodotto innovativo e  all’avanguardia, che inizialmente a comprarlo fai anche un pò di fatica. Da una parte io sono un pò più commerciale, ma mi rendo conto che nel lavoro di buyer bisogna azzardare un acquisto, che poi ti fa essere vincente. La signora Candido fa moltissima ricerca e cerca di captare le nuove tendenze andando a Parigi e a Londra. Bisogna girare tanto, vedere il mondo come si muove, a partire dai mercatini fino all’ultimo locale alla moda. Questo sicuramente è un valore aggiunto ed è quello che noi facciamo per proporre alla nostra clientela dei capi originali, che fanno poi la differenza.

Moda e stile personale sono due concetti diversi e, con l’avvento dei social, la distinzione tra uno e l’altro si è quasi completamente persa. In che modo scegli i capi per Candido, distinguendo quelli per chi segue la moda da quelli destinati invece a chi ha un suo stile personale da costruire ogni giorno?

Moda e stile personale sono due concetti diversi. Diciamo che mi piacerebbe soffermarmi sullo stile personale. Come ho già detto, noi compriamo per tutti i tipi di clienti e seguiamo la moda, ciò che i grandi stilisti, e adesso anche Instagram, ci presentano. Però lo stile personale è importante. Negli ultimi anni siamo riusciti a suggerire ai nostri clienti uno stile che fa la differenza ed è  proprio per questo motivo che il cliente sceglie noi al posto di un altro negozio.

Una volta completati gli studi, molti studenti sceglieranno di intraprendere la loro carriera professionale in questo settore della moda. Che tipo di esperienze pensi che possano dare una marcia in più e quindi favorire l’assunzione nelle aziende?

Come ho già detto prima, oltre ad avere una conoscenza del settore, nasce tutto da una forte passione che si deve avere per la moda. Io ho iniziato facendo la commessa, quindi ho capito realmente come funziona il prodotto, come viene presentato, gestito e recepito dal cliente. Questo mi ha aiutata molto nel mio lavoro. Avere una base “povera”, se così vogliamo definirla, mi ha aiutata a fare quello che oggi riesco a fare bene (spero!). Adesso però non è più come una volta. Per diventare buyer bisogna studiare, ci sono tantissimi corsi da fare e l’Istituto di Moda Burgo è sicuramente un valido punto di partenza che può darvi le basi per intraprendere questa carriera professionale.  Si può poi migliorare avendo una buona conoscenza dei tessuti. Anche viaggiare, se si ha la possibilità, può aiutare molto in questo lavoro, perché ci sono dei posti dove la moda si sviluppa per strada e può essere d’aiuto anche solo guardare, per poi portare a casa tutto ciò che si vede e si intuisce.

La stragrande maggioranza dei giovani pugliesi, tra cui moltissimi studenti di moda, scelgono ormai di lasciare il nostro territorio per trasferirsi al Nord Italia o all’estero in cerca di lavoro. Le cittadine si svuotano durante l’anno per riempirsi solo nel periodo estivo, quando tutti rientrano nell’amata Puglia per godersi le vacanze. Quanto è importante invece scegliere di rimanere in Puglia per valorizzare e aiutare a far crescere un territorio, che, oltre a paesaggi incantevoli e cibo strepitoso, possiede moltissime aziende di filiera della moda in attesa di giovani talenti?

Bella domanda! Secondo me in questo momento le capacità creative dei nostri giovani salentini sono molto alte. Ultimamente devo dire che, trovandomi negli acquisti, ci sono belle realtà pugliesi che stanno avendo un buon riscontro anche a livello nazionale. Certo qui in Salento è più difficile perché siamo un pò lontani da tutto, però secondo me questo è il momento giusto per i nostri studenti. Il vostro Istituto è un buon punto di partenza per iniziare questo lavoro, che potrebbe dare delle grosse soddisfazioni anche qui in Puglia.

Noi donne, si sa, siamo più inclini ad essere multitasking rispetto agli uomini, ma incontriamo molti più ostacoli se scegliamo di essere mamme oltre che lavoratrici. Come fai a conciliare il tuo lavoro di professionista buyer, che implica inevitabili trasferte e spostamenti, con il tuo ruolo di mamma e di donna?

Chiaramente per noi donne è un pò più complicato gestire famiglia, figli, viaggi e tutto il resto. Bisogna un pò conciliare tutto, però si può fare se si ha passione, volontà e una famiglia che ti aiuta. Nel mio caso vengo molto supportata dalla mia, e questo ti fa poi sentire realizzata e felice. Penso che siano sacrifici che si fanno in tutti i lavori, però ne vale la pena, ne vale assolutamente la pena.

Saluto Adriana con una sensazione di arricchimento personale quasi indescrivibile. A nome mio e di tutti i miei compagni di corso, non posso fare altro che ringraziarla di cuore, consapevole del fatto che oggi porto a casa dei preziosi consigli, che si riveleranno di sicuro utilissimi nel raggiungimento dei miei obiettivi futuri.

Ma…pensavate che vi avremmo lasciati così, senza fare un giretto in casa Candido? Eh no! Corro a conoscere Annachiara e Marco, proprietari di questo fantastico store! Si, ok, lo ammetto: li ho già un pò spiati su Instagram e…ma chi l’ha detto che qui in Salento siamo lontani da tutto? Niente spoilers: STAY TUNED!!

di ILARIA CIMINO

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